DA TENERE SUL COMODINO.

Come mio solito stavo leggendo un articolo su un blog Americano che mi ha particolarmente colpito, proprio per questo ho deciso di riassumerlo e aggiungerci il mio tocco di pennello.

Tutti sperano di entrare in un momento buono e uscire prima di un crollo.

 Appurato che il principe azzurro non esiste, appuriamo anche il fatto che il futuro non è prevedibile, lo dimostrano le migliaia di previsioni errate che, ogni anno, vengono fatte dalle autorità di settore.

Prima lo capiamo e meglio è.

Ma allora questo “momento migliore” qual è?

Il lungo termine, questo è il terreno dei vincitori, l’Eden dei profitti.

E’ proprio qui dove ogni dubbio cessa di esistere, e la storia ci insegna che se vogliamo maggiori certezze è qui che dobbiamo stare.

Tutto il resto sono frottole e story telling da quattro soldi.

Noi vogliamo essere vincenti, dico bene?

Allora smettiamo di ascoltare l’impiegato di banca che ci dice: “Si fidi, il fondo formula 2000 super cedola è buono”

Buono con un bicchiere di vino?

Queste sono cavolate per vendere.

Il mercato è meritocratico, se crolla non guarda in faccia nessuno, e anche il fondo “magico” si muove di conseguenza.

Quello che dobbiamo capire che ogni investimento PRESCINDE dal mercato, se il mercato va male, allora va male per tutti.

Chiaro che ci sarà qualcuno che va un po’ meglio di altri, ma smettiamo di credere nelle favole.

Aimè, troppi “professionisti” cercano di assecondare il cliente nelle sue paturnie mentali.

Le regole le fa il mercato e se non ci piacciano andiamo a casa.

Se voglio giocare a tennis ma peso 50KG in più del mio peso-forma , o mi alleno o gioco a ping-pong, non chiedo alle FIT di cambiare le regole e fare i campi più piccoli.

Torniamo a noi…

Nel grafico qui sotto, quello con le 4 torte, vedete che ci sono 4 orizzonte temporali diversi, 1 anno, 3 anni, 5 anni e 10 anni. L’orizzonte temporale che risulta maggiormente vincente è il 10 anni con il 94% di possibilità di ritorni positivi.

Se ci spingiamo oltre i 10 anni arriviamo a ottenere il 100%.

Tradotto: Se avessimo investito oltre i 10 anni avremmo sempre guadagnato alla fine del periodo.

Attenzione, continuate a leggere perché il bello deve venire.

Quello che più mi lascia basito è il secondo grafico, basito in senso buono.

Il grafico “time isn’t everything” ci mostra una griglia, ve lo parafraso in maniera semplice.

Luca è così sfortunato che ogni anno becca il giorno peggiore per investire, ovvero il momento dove il mercato è ai massimi.

Al contrario, Marco è baciato dalla fortuna, e investe proprio nei minimi dell’anno.

Mi spiego meglio, Luca compra quando il mercato è caro e Marco compra a sconto.

Risultato finale?

Marco ottiene 487.755$ con un rendimento medio annuo del 9.3% e Luca?

Luca ottiene, 446.420$ con un rendimento medio annuo del 7.6%.

La differenza è nulla se si considera che, uno ha sempre comprato bene, e l’altro sempre male.

PS: Nel periodo di riferimento ci sono 2 crisi globali.

Per quanto non ci piaccia il lungo termine è dove si vince.

“La miglior probabilità che un investitore può avere è il lungo termine” Seth Klarman

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