Diversificare e aspettare è noioso, lo so, ma è l’unica cosa che ci può davvero aiutare.

“Investire è simile a guardare la vernice che si asciuga, se vuoi adrenalina è meglio andare a Las Vegas”

All’incirca questo è quello che direbbe P. Samuelson.

Parlando con alcuni clienti, più di una volta mi sono sentito dire:

“Visto che gli Americani sono la stella polare dei mercati finanziari e l’SP500 è sempre cresciuto, non mi basterebbe parcheggiare lì i miei soldi?”

*L’SP500 è l’indice Americano che rappresenta 500 aziende (in realtà sono poco di più) a elevata capitalizzazione. Per investirci devo comprare tutte le aziende presenti, fortunatamente ci sono strumenti come i fondi che mi permettono di farlo senza troppo impegno e anche con capitali ridotti.

Tornando alla domanda, se compro questo indice Americano, basta per un corretto e completo investimento?

Effettivamente c’è del vero in tutto questo, rispetto a quello globale, il mercato Americano rappresenta il 56% (Una vera stella polare appunto).

Inoltre l’SP500 è effettivamente sempre cresciuto nonostante le varie crisi, è un’economia dominante e inesorabile.

Quindi cosa ci sarebbe di male a parcheggiare qui i soldi?

Sicuramente sarebbe meglio della maggior parte degli investimenti, ma per un investitore preciso si potrebbe fare meglio, proprio grazie alla diversificazione.

Tornando indietro a inizio secolo (1900) il mercato USA pesava solo il 15%, contro il 56% di oggi.

Dall’immagine qui sotto puoi vedere il “prima e dopo”, a distanza di cento anni, dei pesi dei vari paesi.

Il cambio è notevole. Siamo sicuri che gli USA rimarranno leader con la stessa quota di mercato?

Il futuro è incerto per definizione, l’unica risposta possibile è “non lo so”.

Ma questa è la parte marginale del concetto che andiamo a spacchettare oggi.

Investendo in azioni, devi per forza considerare orizzonti temporali sopra ai 10 anni, sotto diventa una pura scommessa, perché storicamente sappiamo che a 10 anni difficilmente avremmo perso soldi con le azioni (diversificate).

E’ il nostro margine di sicurezza.

Come ti sentiresti se investissi tutto nell’SP500 e in 17 anni avessi portato a caso un 3.6% annuo?

Niente male, ma se ti dicessi che le “Foreign Stocks”, quelle che gli Americani considerano azioni straniere, avrebbero reso, per lo stesso periodo 8.5%?

Avresti lasciato sul tavolo un sacco di soldi.

E se invece, dopo 15 anni, l’amato SP500 avesse reso uno 0.4% annuo mentre le Small Cap un 9.6%? Le small cap, per intenderci, sono le azioni a piccola capitalizzazione.

Peggio ancora. Eppure è successo.

Per ultimo, in un periodo non troppo lontano, se avessi investito in SP500, dopo 10 anni avresti avuto un rendimento medio annuo del -2%, mentre i mercati emergenti un 8.3%, le small cap 10%?

Non ti darebbe fastidio sapere di aver lasciato a qualcun altro tutti quei rendimenti?

Magari sei fortunato e trovi il periodo giusto, ma investire sperando nella fortuna non è mai segno di astuzia intellettuale.

DIVERSIFICATION IS KING.