Siamo attratti dai rendimenti dei nostri investimenti, consideriamo un rendimento alto come un buon investimento, ma potrebbe non esserlo.

Sembra assurdo, ma proprio per questo motivo ho deciso di scriverti queste righe per fare chiarezza.

La strada che utilizzo io è sempre quella con le sponde più alte, tuttavia non sempre è quella che genera i rendimenti più alti.

Proprio in questo punto potrebbe bussare alla porta una delle due emozioni più distruttive per l’investitore, l’avidità.

Ma in che modo interviene e come si posiziona su di noi questa spada di Damocle?

Immagina di avere il tuo portafoglio investimenti, creato a regola d’arte, in linea con i tuoi obiettivi e in grado di attraversare le peggiori crisi, proprio grazie alla sua grossa “struttura ossea”.

Tuttavia, vedi che un titolo, l’anno scorso, ha prodotto il +120% (a scopo d’esempio), a quel punto guardi il tuo portafoglio, che ha reso il +10%, e ti chiedi se stai facendo la cosa giusta.

Ecco che ti compare uno dei sette peccati capitali, l’avarizia.

120% contro un 10% è un abisso, non c’è partita, lo so! Qui inizia la strada del declino e del puro rischio.

Decidi di disinvestire il portafoglio e di concentrare i tuoi investimenti su quel titolo o su pochi altri.

Cosa mai potrebbe andare storto?

Ti racconti che il titolo è solido e che è andato bene fino a oggi, è impossibile che vada male.

Eppure qualcosa può succedere, qualsiasi cosa, l’amministratore che prende decisioni sbagliate, il mercato che cambia direzione, una crisi pandemica e tante altre cose che, oggi, non possiamo nemmeno immaginare ma che potrebbero accadere.

Tendiamo a considerare quel rendimento elevato come successo positivo, ma quando lo abbiamo comprato, si presentavano davanti a noi tanti scenari e abbiamo avuto la fortuna che si è realizzato quello che ci ha portato un beneficio economico, ma questo non significa che abbiamo fatto la cosa giusta.

E se, tra i tanti scenari possibili, si fosse realizzato quello del fallimento della società?

Come ti sentiresti a perdere tutti quei soldi per una scelta dettata dall’avidità?

Mi spiego meglio con un esempio, attraversare la strada in pieno giorno, bendato, e arrivare dall’altra parte sano e salvo non mi rende saggio o abile, ma una persona che ha rischiato e ha avuto fortuna compiendo un’azione folle.

Bisognerebbe avere l’abilità intellettuale di capire qual è il rischio dell’azione compiuta non del risultato ottenuto.

So molto bene che un +120% è più alto di un +10%, ma so altrettanto bene che qualora succedesse qualcosa di grave la perdita sarebbe devastante e senza possibilità di recupero.