Il sistema pensionistico pubblico (INPS) è stato pensato per prosperare in periodi di forte crescita economica e demografica.

Infatti, fino al secolo scorso ci trovavamo in un habitat perfetto, BOOM economico e struttura demografica robusta come un tronco di quercia.

Tuttavia, ora, siamo nell’esatto opposto, abbiamo un’economia in crisi e stagnante (purtroppo) e la demografica è in declino, ci sono sempre meno giovani e sempre più anziani che vivono molto a lungo.

Ecco il declino del PIL degli ultimi anni.

Quella della longevità è sicuramente una notizia piacevole ma non arriva senza costi aggiuntivi (side effect), mantenere più anziani, per maggior tempo, richiede uno sforzo economico notevole, sforzo che il sistema, per come è stato progettato, non può sorreggere e finisce con il piegarsi sotto il peso di ghisa provocato dall’INPS.

A breve ti illustro velocemente come funzionano le pensioni oggi.

Ma prima dai un’occhiata a queste slides, la prima ti fa vedere la piramide demografica come è cambiata nel tempo, quella rossa, rappresentativa degli anni ’50 ha una base solida, quindi c’erano tanti giovani e forza lavoro e si assottiglia verso la punta, bassa presenza di anziani.

Se guardi quella grigia, anno 2019, noterai che sembra più un rombo, pochi giovani e meno anziani.

Nel pratico, le attuali pensioni sono pagate da chi ancora lavora, capirai da te che se ci sono tanti lavoratori e pochi pensionati il problema non sussiste (caso del 1950).

Ma cosa succede se i pensionati diventano sempre di più, e i lavoratori sempre di meno?

Succede che le fragili gambe dell’INPS si spezzano.

Viste le norme che di anno in anno si sono seguite questo dovrebbe fare da campanello di allarme e metterti in guardia.

Questo è il risultato: secondo l’INPS l’80% delle pensioni è sotto i 1.000€.

Vivere con 1.000€, in pensione dopo una vita di lavoro, non è vivere ma sopravvivere aspettando la morte.

Sono crudo ma è la verità, un anziano che necessita di cure o che vuole solo godersi il meritato riposo non può farlo.

Tra non molto si andrà in pensione a 70 anni.

Lo so, sembra lontanissima per alcuni, ma non conti di arrivarci?

E se ci conti perché non stai facendo nulla? Speri di vivere con 1.000€ al mese o di continuare a lavorare?

Sinceramente che piani hai?

Quello che posso consigliarti io, da esperto del settore è di non perdere tempo, prima inizi e più lo sforzo sarà basso, dopo capiamo il perché.

La soluzione è aprire un Fondo Pensione e iniziare a versare per creare la TUA scialuppa di salvataggio.

Il fondo pensione è il TUO cassetto personale, al contrario della pensione pubblica, ha il tuo nome scritto sopra.

Ma ora vediamo alcune caratteristiche del fondo pensione.

 

1.CON POCO PUOI FARE TANTO (SE SEI COSTANTE).

Iniziare ad accumulare un vero e proprio capitale può spaventare soprattutto per chi inizia da zero, ma come recita la canzone di Morcheeba, Roma non è stata costruita in un giorno, quindi la cosa più importante è iniziare con poco (100€ al mese) ma essere costante e metodico.

Pensa che 100€ al mese investiti per 30 anni al 6% annuo di rendimenti diventano 104.343€, di cui 36.000€ sono versati da te e 67.143€ sono gli interessi generati dal mercato.

100€ al mese sono 3.30€ al giorno, direi che è fattibile.

Tutta questo è possibile grazie al tempo e all’interesse composto, una sorta di effetto palla di neve.

2.IL FONDO PER LEGGE NON PUO’ FALLIRE.

So che l’idea del fallimento del proprio fondo e della conseguente perdita dei soldi può spaventare, ma tagliamo il problema alla radice, per legge il fondo pensione NON può fallire.

Inoltre il tuo patrimonio è segregato in un comparto differente e di conseguenza al sicuro.

3.IL FONDO E’ IMPIGNORABILE E INSEQUESTRABILE.

Sempre la legge prevede che quello che accantoni per la tua pensione sia insequestrabile e impignorabile, nei limiti di legge, chiaramente.

Questa caratteristica si aggiunge alla precedente, creando una vera e propria cassa-forte.

4.IL VANTAGGIO DELLA DEDUZIONE FISCALE.

Il fondo pensione ha un incredibile vantaggio fiscale, ci permette di pagare meno tasse.

Partiamo con la definizione di deduzione, detta in maniera potabile, dedurre significa abbassare l’imponibile su cui si calcolano le tasse (IRPEF), essendo quest’ultime percentuali, abbassando l’imponibile abbassiamo anche la tassazione.

Quindi quello che versi nel fondo è deducibile, con un massimo di 5.164€ annui.

Facciamo un esempio, supponiamo che il tuo stipendio sia di 1.400€ al mese e che ogni anno versi 1.000€ al FP, il guadagno fiscale che riceverai è pari a 270€, soldi che ti torneranno indietro per il beneficio della deduzione.

Quindi i 1.000€ che versi ti costano solo 730€, dati dalla differenza tra 1.000€ e 270€ di risparmio.

Qui sotto la slide che riguarda il risparmio fiscale in base all’aliquota, ipotizzando un versamento di 1.000€ annui e uno di 5.164€ (il massimo deducibile).

 5. LA TASSAZIONE DEL TFR

Quando decido di lasciare il TFR in azienda, quest’ultimo, al momento della liquidazione, subirà una tassazione con un’aliquota percentuale che deriva dalla media degli ultimi 5 anni di tassazione Irpef, semplificando, vengono prese le aliquote Irpef (ultimi 5 anni) e la media sarà quella che dovrò applicare al mio TFR.

Le aliquote vanno dal 23% al 43%, è quindi molto facile incorrere in tassazioni vicino al 30% o, addirittura, al 40%.

Questo porta a una pressione fiscale molto forte, in sostanza lasciamo almeno un terzo di TFR allo stato.

Con il Fondo Pensione questa tassazione va da un massimo del 15% a un minimo del 9%, in base all’anzianità del fondo, quindi prima lo creo e prima faccio partire il timer che mi traghetterà dal 15% al 9%.

Parliamo di pagare la metà o addirittura un terzo rispetto al TFR lasciato in azienda. 

La tabella qui sopra non è immediata e di facile comprensione, ma proviamo a prendere l’ultima riga (quella che inizia con 35).

Dopo 35 anni, considerato un’imponibile annuo (stipendio lordo) di 35.000€, abbiamo accantonato 84.647€ di TFR, al momento della tassazione, se il TFR è in azienda, pagherò 23.261€ di tasse mentre con il fondo pensione solo 7.618€, risparmiando così 15.643€. Un bel risparmio.

INFINE.

Come ultima cosa ma non meno importante, tieni a mente che prima inizi e minore sarà lo sforzo economico, questo grazie al tempo e agli interessi di mercato!

Visto che sarà inevitabile colmare quella mancanza di pensione conviene farlo da subito, magari iniziando con versamenti più leggeri per poi incrementare nel tempo.

In sostanza “visto che sappiamo di morire di fame, conviene iniziare a preparare le provviste”.

Ecco un’altra immagine per spiegare meglio questo concetto:

Se inizio a risparmiare e a investire quando ho 30 anni mi bastano 100€ al mese per raggiungere 110.000€ quando sarò in pensione.

Se dovessi iniziare a 40 anni, 10 anni dopo, mi serviranno 185€ al mese per raggiungere lo stesso capitale. (Quasi il doppio).

Ecco perché, visto che bisogna iniziare, è meglio farlo subito.

A presto.