Immagina di poter sapere, in anticipo, fino a che punto il mercato scenderà o salirà, potresti anticipare ogni mossa e guadagnare montagne di soldi, sarebbe bello?

Peccato che il futuro è imprevedibile, molti ci provano e tutti rimangono scottati. Ci sono troppe variabile in gioco, difficili da prevedere o imprevedibili (cigni neri), che riescono a muovere il mercato sotto al nostro naso, e noi lo scopriamo solo dopo.

Ha senso prevedere cose che, per natura, non sono prevedibili?

Assolutamente no.

Ora, potresti pensare: “beh, prevedere al 100% no, ma fare delle ipotesi e investire in base a quello è possibile”.

Certo che è possibile, e ti chiedo io: “farlo con successo è altrettanto possibile?”. Dati alla mano no!

Guarda questo grafico, la colonna azzurra (Average Investor) rappresenta i risultati dell’investitore medio, dal 1996 al 2016, la colonna blu scuro il mercato di riferimento.

E’ evidente un gap, una differenza in termini di rendimenti, detto in modo semplice, se tu banalmente avessi comprato tutto il mercato (sì è possibile farlo anche con poche migliaia di Euro) avresti ampiamente fatto meglio della media degli investitori che compra e vende secondo le loro opinioni.

Guardo molto i dati, e questi, a mio avviso, sono stupefacenti.

Se non basta c’è altro in questo grafico:

Ogni colonna rappresenta un asset in cui è possibile investire, mentre quella in arancione è l’investitore medio (average investor).

Dal 1997 al 2016 è riuscito a fare peggio di tutti gli asset, TUTTI, Pazzesco! E’ riuscito a battere di poco l’inflazione.

Ma perché accade questo?  Sarebbe bastato  comprare un asset qualsiasi e avremmo ottenuto un risultato migliore.

Il motivo si chiama Overconfidence.

L’ overconfidence è un bias comportamentale per il quale, l’investitore dopo aver ottenuto qualche successo, determinato puramente dal caso, inizia a gonfiare la coda peggio di un pavone, pensa di aver “risolto il mercato” e aver trovato il modo di guadagnare.

Inizia a spiegare, a raccontarsela e pensare di poter far tutto da solo.

Più elevata è l’overconfidence e più male ci facciamo in futuro, perché andiamo più pesanti e decisi sulle posizioni, ci esponiamo a rischi che non conosciamo, e la sberla, quando arriva e perché arriva, fa molto più male. Cadiamo da più in alto.

Per assurdo, sarebbe meglio perdere fin da subito, si inizia a investire più umili.

Ma io so già come andrà, è solo questione di tempo e i nodi verranno al pettine, in due modi: perdite consistenti o mancati guadagni paurosi.

Questa è un’altra immagine che potrebbe togliere ogni dubbio.

In un periodo di 5 anni, i fondi che sono riusciti a battere il mercato Americano sono solo il 21.45%.

Non parliamo di persone “normali”, ma dei migliori cervelloni sul pianeta, scienziati, matematici, analisti e fisici, tutti uniti per battere il mercato. La maggioranza fallisce.

Ci stiamo avviando, passo dopo passo, verso la fine di questa riflessione.

Mettiamo la ciliegina sulla torta, oltre i dati mi piacciono anche i grafici, immagino che si noti.

L’ultimo grafico rappresenta sempre il mercato Americano (SP500), pensa, se tu avessi comprato tutto il mercato, dal 1997 al 2016, avresti ottenuto una performances media annua del 7.68% (prima colonna).

Se per caso, o per tua iniziativa e secondo le tue analisi, avessi mancato SOLO i 10 giorni migliori avresti dimezzato il rendimento con un 4% medio annuo.

Se poi, sempre per le stesse ragioni, avessi mancato i 20 giorni migliori, saresti sceso a una performance media annua del 1.57%

Ma le percentuali non hanno così efficacia come il valore in numeri.

Investendo €100.000 rimanendo investito avresti portato a casa un capitale finale di €430.933, perdendo i 10 giorni migliori, €210.925.

Perdendo i 20 giorni migliori, solo €130.662.

Quindi, avresti fatto più fatica e avresti avuto un mancato guadagno di €300.271 (430.933-130.622).

E ora non mi rimane che augurarti una buona fortuna.