Stavo spulciando il web in cerca di qualcosa di interessante, qualche nuovo spunto e lezione da imparare, quando mi sono imbattuto in un articolo Americano davvero interessante.

Spesso mi capita un cliente che ha da parte una buona dose di liquidità non ancora investita, magari l’ha creata lui stesso, magari l’ha eredità o addirittura vinta.

La domanda che sorge spontanea, a lui ma anche a tanti consulenti è: “Meglio investire tutto ora o aspettare e adottare un investimento graduale?”

Scommetto che molti non sanno la risposta o pensano di saperla, ma qui andremo ad analizzarla con i numeri alla mano.

Piccola premessa, qui parliamo di dati e non di emozioni, una strategia potrebbe essere più facilmente sopportabile rispetto ad un’altra, proprio per questo le emozioni sono una parte integrante nella gestione degli investimenti.

Come potrai ben capire, in un articolo oggettivo e basato sui numeri non c’è spazio per calcolare l’emotività, seppur importante. I numeri sono uguali per tutti ma le emozioni no, lasciamole da parte e guardiamo il lato tecnico. 

Ora immagina di aver appena ricevuto 500.000€, per un attimo lascia perdere tutte le cose che compreresti e immagina di doverli investire. Pensi che sia meglio investirli tutti subito o entrare a mercato gradualmente?

La risposta più comune è: “Entrare per gradi”.

Sono sicuro che avrebbero risposto così anche molti consulenti esperti.

Ripeto guardiamo ai soli numeri.

Supponiamo di prendere un periodo di 12 mesi e avere 2 opzioni, investire tutto subito o spalmare il nostro capitale lungo tutti i 12 mesi, in un portafoglio formato dal 60% di azioni e 40% di obbligazioni (riferimenti vedi immagine).

“DCA” in Italiano sarebbe l’investimento graduale (PAC) mentre “Lump Sum” è l’investimento tutto all’inizio.

Dal 1960 al 2018, il “DCA” ha sottoperformato il “Lump Sum” la maggior parte delle volte, tutta via è riuscito a spuntare qualche vittoria durante i periodi di crisi, cosa abbastanza normale se si pensa che il DCA compra a prezzi in calo.

Cosa succede se allunghiamo l’orizzonte passando da 12 mesi a 36?

I risultati sono ancora maggiormente a favore del “Lump Sum”, l’investimento in una soluzione unica.

Non contenti spingiamo il bottone del tempo con forza, fino ad arrivare a 60 mesi, 5 anni.

Mi pare abbastanza chiaro, più è lungo l’orizzonte più il “Lump Sum” diventa efficace.

Parliamo di dati storici, non c’è una certezza che, nel momento in cui iniziate l’investimento voi, una strategia sarà migliore dell’altra.

Tuttavia se ritenete di essere così fortunati da iniziare un “DCA” proprio in un momento vincente della strategia, fate pure. Non amo basarmi sulla fortuna per le mie scelte d’investimento, se so che una strategia è stata, numeri alla mano, maggiormente di successo la scelgo.

Vi state chiedendo perché il “Lump Sum” ha avuto maggior successo del “DCA”?

La risposta è che l’attesa si paga, lasciare soldi parcheggiati è una mancanza di efficienza, nel “DCA” il nostro capitale rimane fermo per buona parte del periodo, lo abbiamo detto, si entra a scaglioni, e alcune parti di capitale rimarranno ferme ad aspettare il loro turno.

Mentre con il “Lump Sum”, il capitale, inizia a lavorare fin da subito, con i pro e i contro.

Attenzione, il “DCA” o PAC in Italiano è una strategia fantastica che, personalmente adoro, educa il risparmiatore, riduce l’impatto delle oscillazioni negative sul nostro capitale, ma in questa occasione parliamo di rendimento puro e crudo.

Entrambe le strategie, sui giusti strumenti, sono ottime.

Ritengo ad oggi che, un risparmiatore, possa beneficiare di entrambi se la sua situazione lo permette.

Non esistono assolutismi ma dati storici che ci guidano e ci aiutano nelle scelte d’investimento, con maggiore consapevolezza.