Se hai degli investimenti in banca sicuramente avrai dei costi, ma magari nessuno te ne ha mai parlato.

Lo farò io oggi per te e, se ci tieni ai tuoi soldi, faresti bene a leggere fino in fondo.

Ogni tipo d’investimento che sottoscrivi in banca ha dei costi, se pensi “I miei non ne hanno” c’è un problema, ma non è colpa tua, evidentemente qualcuno non te li ha comunicati.

Se ancora non ci credi ti basta scrivermi e te le evidenzierò:  Contattami

Avere dei costi è naturale, averne in eccesso non lo è.

Per come è fatto il sistema mondo, crediamo che più costi siano sinonimo di maggiore qualità, ma in finanza non è così, spesso è sinonimo di distruzione di valore.

I costi servono a remunerare la banca e il consulente che ti segue.

Ma come funzionano i costi, in particolare le commissioni di gestione?

Sono una percentuale annua che viene prelevata in maniera implicita o poco evidente (“nascosta”) dai tuoi soldi investiti.

Fino a qui tutto normale, in un certo senso, ribadisco che il consulente vada pagato.

I consulenti e le banche ricevono un incentivo, maggiore o minore, a seconda dei prodotti che fanno sottoscrivere.

Mi spiego meglio, se io faccio sottoscrivere il Fondo X ricevo una remunerazione maggiore rispetto al Fondo Y, questo meccanismo potrebbe mandare in contrasto gli interessi del cliente e quelli delle tasche del consulente.

Questo perché il consulente potrebbe essere incentivato a vendere lo strumento che lo remunera di più e non quello che va meglio per il cliente. La polemica nasce da qui.

La soluzione sarebbe farsi pagare a parcella o utilizzare meccanismi che non promuovono l’incentivo appena descritto, io ho scelto di lavorare così.

In sostanza ricevo una percentuale concordata e non incentivi a usare il Fondo X o Y in quanto, da questi, non ricevo incentivi.

I costi in Italia, come mostra questa tabella ESMA, sono i più alti in tutta Europa. Questo implica l’erosione di valore per gli investitori.

In un altro studio, effettuato da Mediobanca nel 2016, risultano costi che, mediamente, superano il 3,63% annuo.

Significa che un investitore dovrebbe ottenere un rendimento del 3,63% solo per fare la patta. Se si considera che il rendimento medio storico dell’azionario è del 7% il risultato è chiaro, se va bene otteniamo rendimenti molto sottili o addirittura negativi.

Ora ti mostro un’immagine ancora più evidente.

Immagina:

  • Investimento a 20 anni.
  • Rendimento annuo del 6%.
  • A cui applichiamo cinque costi percentuali differenti.

“Come noterai lo stesso investimento ha rendimenti completamente diversi in base al costo.

Guadagno con costi 1,5% = 130.786€

Guadagno con costi 3,5%= 59.865€

71.000€ di differenza!

Questa differenza è quella che hai lasciato alla banca in costi durante i 20 anni.

I costi rappresentano una zavorra che trascina i tuoi investimenti sott’acqua e gli impedisce di portare a casa il giusto rendimento per il “rischio” corso, se vedi che il tuo portafoglio tentenna e rimane sempre in perdita o cresce poco, uno dei motivi possono essere i costi eccessivi.

Ognuno è libero di scegliere, l’importante è che lo faccia con consapevolezza.

Ti lascio con alcune domande:

Sai quanto costano i tuoi investimenti?

Sei disposto a lasciarli a loro, invece che tenerli per te e la tua famiglia?

Soprattutto qual è il costo “giusto” per un investimento?

Dipende, è difficile a dirlo, come indicazione di massima posso dirti che devono stare sotto al 2% annuo, ma ogni caso va analizzato, anche l’1% potrebbe essere tanto e il 2,5% può essere adatto.

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