Negli investimenti molti sono convinti che più si faccia e maggiori risultati si ottengono.

In sostanza si crede che mettere mano ai propri investimenti, cambiandoli e muovendoli spesso, possa generare un rendimento maggiore.

Questo, chiaramente, non ha nessuna base empirica. Semplicemente è un pensiero, un bias, che ci portiamo dal lavoro di tutti i giorni e pensiamo che sia lo stesso anche in finanza.

Ma vedremo che non è così.

La finanza è molto più simile a coltivare una pianta, una volta innestato il seme, dovrò limitarmi a innaffiare e aspettare.

Se inizio a rimuovere il seme e piantarlo da un’altra parte perché penso ci sia il terreno migliore, oppure inizio a versare litri e litri di acqua per farlo crescere più velocemente rischio solo di fare danni irrimediabili.

Quando si parla d’investimenti vale l’adagio che meno si fa e meno errori si commettono.

Purtroppo, è molto difficile da metabolizzare in quanto, nel resto delle cose, siamo convinti che il darsi da fare sia premiante, ed è realmente così, ma negli investimenti siamo più vicini al polo opposto ovvero, meno faccio e più risultati posso ottenere.

Chiaramente questo discorso è da associare a un portafoglio investimenti solido e diversificato, fatto con i giusti criteri.

Comprare un’azione scadente e lasciarla lì a vita sperando di applicare lo stesso discorso è sbagliato.

Il grafico qui sopra è uno studio famoso fatto da JP Morgan sull’azionario Americano, negli ultimi 20 anni comprare azioni e rimanere investiti per tutto il periodo avrebbe generato un rendimento annuo del 7%.

Perdendo i 10 giorni migliori (dei 20 anni) il rendimento annuo si dimezza a 3,35%.

Perdendo i 20 giorni migliori il rendimento arriva a 0,69%.

Basta davvero poco per buttare via 20 anni di rendimenti.

E’ sicuramente vero che si possono perdere anche i giorni peggiori, tuttavia sono variabili altamente fuori dal nostro controllo e, storicamente, i giorni migliori sono proprio quelli che arrivano dopo i peggiori.

Il problema è che l’investitore medio è spaventato dai giorni peggiori ed esce dal mercato con il rischio quasi certo di perdersi anche quelli migliori.

Proprio per questo motivo è consigliabile mettere giù delle fondamenta solide all’inizio e fare SOLO le manutenzioni periodiche.

Come dice il Prof. Legrenzi il nostro è un mestiere per sottrazione.

Inoltre, ruotare il nostro portafoglio provoca costi e commissioni, fare troppe movimentazioni rischia di logorare valore.

Qualcuno potrebbe farlo per giustificare il proprio operato oppure per fare cinema, magari cambia direzione in base a quello che dicono le banche centrali o agli scenari economici.

Sicuramente suona bene come cosa, sembra logico, ma nella pratica non lo è e rischia di fare danni se portato all’estremo.

Mi limiterei a creare un portafoglio solido e diversificato e tra l’inizio e il raggiungimento del nostro obiettivo attuerei prevalentemente modifiche di manutenzione ordinaria(Ribilanciamento) e modificare solo se cambiano gli obiettivi di vita dell’investitore.

A presto.

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